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YIDDISH SOUP PDF Print E-mail
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Wednesday, 15 April 2009 00:00
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knorrfront

Yiddish Soup

Undici brani rappresentativi del repertorio della Knorrband.

Un cd autoprodotto segna il brillante esordio discografico della Knorrband

di Marco Del Vaglio

Le origini del genere "klezmer" (parola che deriva dalla fusione dei sostantivi ebraici kley e zemer, ovvero "strumento musicale"), appaiono piuttosto complesse e vanno ricercate nella diaspora delle popolazioni ebree d'Europa che, a partire dal Cinquecento, furono costrette ad abbandonare i luoghi di residenza.

Così mentre i Sefarditi, dalla Spagna si spostarono più a Sud, gli Ashkenaziti, dalla Germania migrarono verso Est.

Con loro portavano anche le tradizioni musicali che, a contatto con quelle dei nuovi popoli ospitanti, subirono notevoli arricchimenti ed una progressiva contaminazione.

Questi ritmi iniziarono a diffondersi nell'ambito delle comunità ebraiche, portate lì dai "klezmorim", musicisti girovaghi, che si esibivano a feste e matrimoni, suonando violini, viole, cimbalom, flauti, ottoni e percussioni.

 

Quindi il genere è il frutto di un coacervo di tradizioni tramandate oralmente, appartenenti a vari popoli (tedeschi, boemi, magiari, balcanici), dove poi si sono inseriti anche ritmi jazz, a causa di un'ulteriore spostamento di massa che, nel Novecento, vide più di tre milioni di persone fuggire dall'Est per recarsi negli USA.

Particolare è anche la lingua utilizzata nei testi, l'yiddish, nata dall'incontro fra ebraico, altotedesco, russo, polacco lingue slave e baltiche. Questa breve introduzione aveva lo scopo di presentare Yiddish Soup, il cd di esordio della Knorrband, l'unica formazione che esegue musica klezmer a Napoli, nata circa dieci anni fa.

Undici i brani che compongono il disco, con un'alternanza fra pezzi solo strumentali e canzoni, spesso legate ai vari aspetti dell'esistenza, al punto che si è usi definire il genere klezmer anche "musica dell'anima".

E' interessante notare come in ogni brano si possa riscontrare quanto descritto in precedenza riguardo alle origini del genere.

Così Odessa Bulgar, che apre il cd, è un classico esempio di musica gitana, mentre Song of the ghetto contiene le tipiche sonorità d'oltreoceano.

 

KNORR_COVER_B

 

Ma forse l'esempio più eclatante è costituito da Dona dona, che nasce come canto tradizionale polacco, ripreso poi da Aaron Zeitlin e Shalom Secunda, ed inserito nella commedia musicale ebraica Esterke (1940-41).

Tradotto in inglese dallo stesso Secunda, ebbe scarso successo fino a quando non conobbe un'ulteriore traduzione nel 1956, piuttosto approssimativa, ad opera di Arthur Kevess and Teddi Schwartz.

In tale versione, a partire dagli anni '60, è diventato uno dei cavalli di battaglia di Joan Baez, che la esegue ancora oggi.

Il suo titolo viene spesso storpiato in "Donna donna", per cui molti pensano sia una canzone dedicata alle donne, mentre il testo si riferisce invece alla storia di un capretto che sta andando al macello.

Per quanto riguarda gli esecutori, a brani che evidenziano l'affiatamento dell'insieme, ne seguono altri dove, di volta in volta, si può apprezzare la bravura dei solisti, dallo scatenato violino di Francesco Maggio, agli strepitosi fiati di Michele Grieco, passando per Antonella Liccardo, fisarmonicista dalla voce dolce ed espressiva.

Un discorso a parte merita Gabriele Cini, bravo chitarrista e cantante dalla perfetta intonazione linguistica, una delle strutture portanti della Knorrband, non solo come interprete ma anche per la sua vasta cultura etnomusicologica. Purtroppo poco più di un anno fa ha avuto dei seri problemi di salute, per cui è stato costretto ad interrompere l'attività e, riascoltarlo in questa incisione, dopo averlo apprezzato numerose volte dal vivo, risulta per noi fonte di fortissima emozione.  Ricordiamo, infine, gli altri tre ottimi musicisti che completano l'organico del gruppo, Giancarlo Sanduzzi (bouzouki), Gianfranco Sanduzzi (contrabbasso e voce) e Emilio Scognamiglio (batteria), il cui apporto è ugualmente indispensabile per la riuscita del cd.

In definitiva Yiddish Soup si configura come un disco molto interessante, da consigliare vivamente sia agli appassionati del genere klezmer, sia a tutti quelli che amano la buona musica.

(Yiddish Soup http://guide.supereva.it/critica_di_musica_classica/interventi/2009/01/yiddish-soup/)

27/01/2009

 

 

La Knorrband presenta "Yiddish Soup"nella

trasmissione "A livello di domenica",

Canale 21

Galleria Fotografica della Registrazione

KNORR_INLAY_CARD

Testi

Amol Iz Geven A Meise

Amol iz geven a meise
Di meise iz gornisht freylech
Di meise heybt zich onet
Mit a yiddishen meylech

Lyulinke mine feygeleh
Lyulinke mine kind
Chob ongevoyren aza libe
Vey iz mir un vind

Der meylech hot gehat a malke
Di malke hot gehat a vinegorten
Der vinegorten hot gehat a boym
Lyulinke, mine kind
Shteyt in feld

Shteyt in feld a beymele,
hot es grine tsvaygelekh;
shteyt deroyf a feygele,
makht es tsu di eygelekh.

Oyf di grine tsvaygelekh,
vakst a goldn epele;
makh tsu, mayn kind, di eygelekh,
a brokhe oyf dayn kepele.

Oyf di grine tsvaygelekh,
shlofn zolt ir feygelekh;
halt dem otem ayn du vint,
ay li lulu shlof mayn kind.

 

 

 

 

 

Selezione di brani da ascoltare

 

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Yiddish Soup

 

Last Updated ( Monday, 15 February 2010 18:55 )
 
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